Il volantino della Marcia Alpina Lago Verde di Prali era allettante, 28 km e 1800 metri di dislivello, stavamo giusto cercando una gara di allenamento per il TOR in questo periodo così con la scusa saremmo andati a trovare Viviana.
Poi vado a leggere il regolamento e vedo che bisogna finirla entro 5 ore e mezza e mi son detto: ahia…è una corsa per specialisti del settore, lasciamo perdere.
E invece poi ci ho ripensato ed eccoci qua, chissenefrega del tempo limite, mi scarico la traccia e se ci fermano, continuiamo per conto nostro.
Così abbiamo ritirato un pacco gara da urlo con un fantastico zaino pieno di patate e di buoni sconto con Marilena e un altro signore che ci hanno spiegato per filo e per segno il percorso.
Abbiamo fatto aperitivo e serata in birreria con Viviana che tanto non siamo top runners e la sera prima non beviamo acqua.
E poi abbiamo sperimentato la notte in sacco a pelo nel Doblò di fronte al campeggio con alba incastonata nel finestrino della macchina.
Così che stamattina siamo freschi come due rose dopo un buon caffè preso al bar del paese e offerto gentilmente dall’organizzazione.
Siamo circa una novantina alla partenza, così ci comunica il mitico Degio ma non capiamo nient’altro perché man mano che arrivano gli atleti, noi dobbiamo fare la spunta, il chiacchiericcio aumenta e da dove siamo noi non si sente più la sua voce.
Il briefing era ieri sera alle 20 e 30 ma stavamo mangiando, comunque a parte il fresco è una splendida giornata e devono aver tolto anche il materiale obbligatorio perché vedo diversi in canottiera come alle vertical del mercoledì sera.
Alla faccia dell’aria frizzantina…
Pronti via e il livello si vede che è alto, per quel poco che capisco ci sono molti top runner e pochi esordienti e già dopo cento metri siamo quasi ultimi ma non importa.
Bisogna uscire dalla comfort zone.
Infiliamo subito il sentiero dalla parte opposta alla strada e cominciamo la salita che ci porterà dopo quasi due ore al Rifugio Lago Verde. Ci arriviamo con ancora qualcuno dietro di noi ma i volontari del ristoro ci trattano come fossimo i primi.
Il paesaggio è fantastico.
Lasciamo poi il Lago alla nostra destra per arrampicarci al colletto sotto la Gran Guglia che domina tutta la val Germanasca a 2700 metri, sul punto più alto di tutta la gara.
E anche qui volontari splendidi. Fermi e sorridenti sotto un ventaccio implacabile che non esitano a incitarci nonostante tutto.
E sarà così per tutto il lunghissimo sentiero a cavallo con la Val Pellice. A ogni bivio un volontario sorridente che ci incita e ci indica la strada e poi via verso quello successivo.
Poi si scende, si risale, si corre, di cammina, si guarda dove si mettono i piedi ma si alza anche la testa per nutrire lo spirito.
Poi a un certo punto il Monviso irrompe sulla scena e ci tiene compagnia fino all’ingresso nella Conca dei 13 laghi.
Al ristoro alla stazione della seggiovia della Capannina ci arriviamo poco prima delle 5 ore del tempo limite e abbiamo addirittura una decina di persone dietro di noi, almeno così dice uno dei volontari.
La fetta di torta che mangiamo lì è a dir poco squisita, giusta energia per affrontare il pratone finale che fa arrivare il dislivello a 2200 metri….
Sì perché in realtà poi i km saranno più di 31 ma si sa, nei trail i numeri sono relativi, contano le sensazioni e il panorama.
Sensazioni ottime perché quando arriviamo a Prali c’è ancora un sacco di gente che ci applaude e che sorride, cosa assolutamente non scontata.
Panorama, beh…








